L’importanza dei linfonodi

Una volta che la biopsia cutanea è stata eseguita ed è stata confermata la presenza di melanoma, il passo successivo è stabilire se il melanoma si è diffuso o meno ai tessuti circostanti.

La presenza o meno di cellule di melanoma nei linfonodi è uno dei più importanti fattori prognostici a disposizione, oltre che fondamentale per le future decisioni terapeutiche.

Il ruolo della biopsia del linfonodo sentinella (SLNB)

Se il melanoma si diffonde, di solito la prima parte che raggiunge è il linfonodo vicino alla zona del tumore primario. Il linfonodo sentinella è il primo linfonodo a ricevere il drenaggio della linfa dalla zona del tumore primario, e quindi ad accogliere per primo le cellule tumorali nel caso in cui il tumore si stia diffondendo al di fuori del suo sito primitivo.

Quindi la biopsia del linfonodo sentinella è una procedura specializzata atta a determinare se le cellule del melanoma sono arrivate ai linfonodi.

Quando è indicata
  • Se il melanoma ha uno spessore uguale o superiore a 1.0 mm
  • Nei melanoma ulcerati di qualsiasi spessore
  • In presenza di almeno 1 mitosi/mm2
  • Quando i margini sono positivi alla presenza di tumore
  • In caso di invasione linfovascolare (cioè la presenza di cellule melanomatose nei vasi sanguigni e linfatici)
Quando NON è indicata
  • Quando il melanoma ha dimensioni inferiori a 0.76 mm senza altre apparenti caratteristiche considerate a rischio
  • Quando è già evidente che il melanoma ha raggiunto i linfonodi (stadio III)
  • Quando il melanoma è già diffuso agli altri organi (stadio IV)
Come viene effettuata

La biopsia del linfonodo sentinella è divisa in due parti: un test radiologico chiamato “mappatura linfatica” e la procedura chirurgica.

  • Mappatura linfatica: (linfoscintigrafia). Di solito comporta l’iniezione di un tracciante radioattivo nella pelle intorno al sito ove il melanoma primario si è originato. Quindi una speciale  sonda consente di tracciare il percorso del materiale radioattivo dal sito di iniezione fino ad uno o più linfonodi dove il melanoma potrebbe aver metastatizzato con maggior probabilità. Questi sono chiamati linfonodi sentinella. Generalmente si identificano dagli 1 ai 5 linfonodi sentinella.
  • Chirurgia: si fa dopo la mappatura e consiste nella rimozione dei linfonodi sentinella identificati che saranno successivamente esaminati dal patologo. Per ottenere i risultati sono necessari alcuni giorni.
  • L’escissione locale estesa è una procedura per cui il melanoma, incluso il sito di biopsia e un’area di tessuto sano intorno ai margini, è rimossa. E’ decisamente raccomandabile che la mappatura linfatica e la biopsia del linfonodo sentinella siano eseguite prima dell’escissione locale estesa.
Dopo l’operazione

I linfonodi sentinella sono rimossi dal chirurgo e saranno esaminati dall’anatomopatologo per determinare se ci siano cellule metastatiche a livello dei linfonodi.

  • Se i linfonodi sentinella non mostrano nessuna evidenza della presenza del cancro, allora è altamente improbabile che si sia esteso ad altri linfonodi e quindi non è necessaria nessun’altra operazione chirurgica.
  • Se il melanoma è presente a livello del linfonodo sentinella, ma non in altre parti del corpo, allora si procede con la dissezione linfonodale, ovvero con l’asportazione degli altri linfonodi presenti nell’area di drenaggio del tumore.

Per saperne di più circa la biopsia del linfonodo sentinella nel melanoma in stadio III clicca qui.

NOTA: il tasso di sopravvivenza dei pazienti in cui il melanoma è stato riscontrato nei linfonodi grazie alla procedura di biopsia del linfonodo sentinella è molto più elevato che in quelli in cui la diffusione ai linfonodi è stata accertata da esami fisici.