Lo scopo del referto è di fornire informazioni utili per stilare una prognosi e valutare le migliori opzioni per il trattamento del tumore.

Data della biopsia

Nome del medico che ha effettuato l’asportazione chirurgica

Numero di protocollo

Nome e cognome del paziente

Sesso

Data di nascita

Numero di riconoscimento

Storia clinica: rappresenta la descrizione della lesione su cui è stata eseguita labiopsia. Di solito il medico, che ha richiesto l’esame, indicherà la misura, la sede e le caratteristiche evidenziate all’esame clinico della lesione. (esempio: una papula di 7 mm pigmentata nella regione superiore sinistra del dorso; si sospetta nevo atipico o melanoma.)

Descrizione macroscopica: il patologo descrive le dimensione del campione e della biopsia e il suo aspetto al fine di identificare il tessuto. (ad esempio campione in formalina, 5 mm di spessore per 12 mm di diametro. L’epidermide è grinzosa, di color olivastro, con aree mostranti il margine chinato designato prima dell’intervento).

Descrizione microscopica: il patologo eseguirà una descrizione di ciò che ha notato all’analisi microscopica del campione. (Esempio: presenza di melanociti atipici conmitosi atipiche che raggiungono il derma sottostante.)

Diagnosi: questa è la sezione dove il patologo scrive un succinto sommario della propria analisi e la diagnosi (esempio: melanoma maligno)

Altri commenti: in caso di melanoma, i patologi commentano in maniera specifica le caratteristiche che potrebbero essere rilevanti ai fini della prognosi e del trattamento. Queste informazioni sono di solito incluse nella descrizione o aggiunte separatamente.

 

Diagnosi: melanoma maligno

Sito del tumore: sede di insorgenza

Caratterizzazione istologica: se a diffusione superficiale, nodulare, di tipo lentigo maligna o acrale lentigginoso.

Livello di Clark: indica il grado di invasione del tumore nello spessore dell’epidermide. Si distinguono 5 livelli: I rappresenta il livello più superficiale e V il più profondo.

Fase di crescita: fase di crescita radiale (presente o assente) oppure verticale (presente o assente). Il parametro descrive se il melanoma ha iniziato o meno un percorso invasivo.

Spessore massimo raggiunto: anche conosciuto come spessore di Breslow, misura in millimetri il punto di massimo approfondimento del tumore a partire dallo stato granuloso dell’epidermide fino al punto più profondo di invasione. E’ molto importante per la prognosi. Un tumore più sottile ha ovviamente una prognosi migliore.

Conta mitotica: la mitosi è il processo attraverso il quale la cellula matura si divide in due cellule figlie identiche. Quando i patologi analizzano il melanoma, dovranno contare il numero totale di cellule in fase di divisione che sono in grado di vedere in ogni parte del campione. Facendo la media del numero di mitosi per ogni campo osservato, si ottiene la conta mitotica, che di solito è riportata come numero di mitosi per mm2. Spesso la conta mitotica è indicata utilizzando tre valori di riferimento:

  • <1 per mm2
  • da 1-4 per mm2
  • > 4 per mm2

Maggiore è il numero di cellule che si dividono peggiore è la prognosi.

Linfociti infiltranti il tumore (TIL): i linfociti sono cellule del sistema immunitario. Possono essere presenti in caso di melanoma e sono descritti come efficaci, non efficaci o assenti. Una risposta immunitaria efficace è ovviamente associata ad una migliore prognosi. Tuttavia, il significato reale di tale criterio è ancora motivo di controversia, quindi molti patologi non lo riportano.

Regressione: indica che parte delle cellule melanomatose sono state distrutte dal sistema immunitario. Ci sono controversie riguardo l’importanza di tale dato ai fini prognostici. Storicamente, la presenza di regressione è stata associata con una prognosi meno favorevole.

Ulcerazioni: perdita dello strato superiore della pelle (epidermide). Il patologo ne determina l’entità quando analizza il campione al microscopio. La presenza di ulcerazioni è associata ad una prognosi peggiore.

Satellitosi: le lesioni satelliti sono noduli di melanoma situati a più di 0.05 mm dalla lesione primaria. Possono essere presenti o assenti; se presenti, la prognosi è peggiore.

Invasione dei vasi linfatici o sanguigni: se presente, significa che il melanoma ha invaso il sangue o il sistema linfatico, tale evento si associa ad una crescita più aggressiva del melanoma.

Invasione dei nervi: indica l’infiltrazione delle cellule tumorali nelle fibre nervose circostanti. A tale fenomeno è associata una peggiore prognosi.

Margini: rappresentano i bordi del campione escisso. Se nei margini sono presenti cellule tumorali, allora si presume che la biopsia o l’escissione eseguita non hanno rimosso il tumore per intero. I margini inferiori rappresentano la base, cioè la parte più profonda, del campione bioptico, mentre i margini laterali sono i bordi dello stesso. Se il tumore non infiltra i margini, i patologi allora riporteranno quanto dista la neoplasia dai margini (esempio: il tumore si estende fino a 2 mm dai margini). Più profondo è un melanoma, più grandi sono le possibilità che si sia diffuso anche alle regioni contigue e pertanto maggiori saranno le dimensioni dei margini raccomandate durante l’escissione.

Fattori di rischio: basandoci sui dati prognostici ottenuti, la lesione è considerata a rischio di sviluppare la malattia

Raccomandazioni: basandosi sulle informazioni raccolte, il patologo fornirà delle raccomandazioni al medico riguardo le successive procedure da compiere, ad esempio la necessità di effettuare un’ulteriore biopsia per analizzare altro tessuto della lesione,  l’escissione di un’area più grande intorno alla lesione, l’effettuazione di ulteriori indagini quali la biopsia del linfonodo sentinella o una Tomografia Assiale Computerizzata.