Una volta che lo stadio è stato definito, il tuo medico discuterà con te il trattamento più indicato.

Trattamento Scopo  
Chirurgia Rimuovere ogni parte del tumore dopo la biopsia. La procedura è definita “escissione locale ampia” .Oltre al tumore il chirurgo rimuove per misura precauzionale il cosiddetto margine chirurgico, ovvero un’area di cute e sottocute sana circostante a quella tumorale. L’ampiezza del margine dipende dallo spessore del tumore primario. Ad oggi si adottano le linee guida suggerite da varie istituzioni come il Programma per il Melanoma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Utilizzando tali linee guida i chirurghi possono asportare margini più ridotti rispetto al passato, così da preservare una porzione di cute maggiore. Tuttavia, quando sono necessarie ampie escissioni possono essere utilizzate anche procedure di innesto cutaneo.
  • Tumori primari in stadio III: 2- 4 cm di margine a seconda del loro spessore.
Dissezione linfonodale terapeutica (TLND) Procedura che prevede la rimozione di tutti i linfonodi presenti in una determinata stazione linfatica. Essa è indicata in caso di linfonodi metastatici clinicamente evidenti o in caso di linfonodo sentinella positivo.Lo scopo di questo intervento è quello di prevenire l’ulteriore diffusione della malattia attraverso il torrente linfatico. Studi sono adesso in corso per determinare se questa procedura possa anche prolungare la sopravvivenza.Tale procedura ha anche un importante ruolo nella riduzione del dolore,  causato dall’infiltrazione della neoplasia nei linfonodi.Per maggiori informazioni circa la biopsia del linfonodo sentinella clicca qui.
Biopsia del linfonodo sentinella:(SLNB) La biopsia del linfonodo sentinella non è generalmente raccomandata per i pazienti con melanoma in stadio III in quanto la presenza di metastasi clinicamente evidenti è indicazione alla TNLD.
Terapia adiuvante Si tratta di un trattamento somministrato successivamente al trattamento chirurgico e raccomandato per il melanoma in stadio III. Si tratta di solito di terapie sistemiche, che raggiungono il circolo sanguigno per raggiungere il sito del tumore. L’interferone è una proteina prodotta dalle cellule per combattere infezioni virali e altre patologie.  Allo stato attuale vi sono due tipi di terapie a base di interferone approvate nel melanoma in stadio II: Interferone ad alte dosi (Intron A) ed interferone peghilato (Sylatron). Obiettivo:
  • Terapie a base di interferone hanno dimostrato di aiutare il sistema immunitario a combattere in maniera più efficace.

– Stadio IIIA e IIIB: è consigliato il trattamento adiuvante a basse o alte dosi sulla base delle caratteristiche del paziente dell’esperienza clinica.

– Stadio IIIC: è consigliato il trattamento con IFN ad alte dosi in quanto è l’unico che può impattare sulla prognosi di questa tipologia di pazienti.

Effetti collaterali:

  • La terapia ha una durata di almeno 12 mesi e può accompagnata da effetti collaterali.
  • L’interferone peghilato è somministrato per più di 5 anni, ma si associa a minori effetti collaterali gravi.

Per maggiori informazioni circa l’immunoterapia clicca qui.

Altre opzioni terapeutiche A) YERVOYYervoy è un anticorpo monoclonale indicato nel trattamento del melanoma non operabile o del melanoma metastatico. Un melanoma inoperabile è un melanoma che non può essere rimosso in modo radicale con la chirurgia. Nei pazienti in stadio III questo può verificarsi poiché la neoplasia presenta margini di resezione non evidenti, infiammazione circostante il tessuto neoplastico o poiché la sede in cui essa si presenta rende impossibile la  completa rimozione chirurgia (per esempio nei seni nasali).Obiettivo:
  • Yervoy è stato progettato per stimolare il sistema immunitario attraverso l’attivazione delle cellule T, al fine di promuovere una risposta immunitaria contro le cellule cancerose.
  • Studi clinici hanno dimostrato che questo farmaco è in grado di aumentare la sopravvivenza media dei pazienti di circa 4 mesi.

Effetti collaterali:

  • Gli effetti collaterali più comuni associati alla somministrazione di Yervoy includono affaticamento, diarrea, nausea e rash cutaneo.
  • Il farmaco  può determinare l’insorgenza di reazioni autoimmuni nelle quali il sistema immunitario attacca anche cellule sane dell’organismo. Nel 15% dei pazienti sono state descritte reazioni autoimmuni gravi talora anche con decorso fatale. Le manifestazioni più comuni di una reazione immuno-mediata associata al farmaco sono rappresentate da: da enterocoliti, epatiti, dermatiti, neuro e endocrinopatie.

B) ZELBORAF

 Zelboraf è un inibitore della attività tirosin-chinasica della proteina BRAF. Questo farmaco è utilizzato in pazienti con melanoma metastatico o non operabile che presentino una mutazione attivante a carico di BRAF.

Obiettivi:

  • La proteina BRAF, normalmente coinvolta nella regolazione della crescita cellulare, si presenta mutata, pertanto costitutivamente attiva, in almeno la metà dei pazienti con melanoma di stadio avanzato. Zelboraf blocca la funzione di tale proteina arrestando perciò la crescita cellulare della neoplasia.
  • Uno studio clinico ha confrontato in pazienti con la mutazione BRAF V600E lo. Zelboraf con la dacarbazina. Nel gruppo di pazienti trattati con dacarbazina la sopravvivenza media è risultata essere di 8 mesi e il 64 % di questi era in vita al termine dello studio. Il 77% dei pazienti trattati con Zelboraf, nonostante non siano stati  ancora noti i dati relativi alla sopravvivenza media, era in vita al termine dello studio.

Effetti collaterali:

  • Gli effetti collaterali più comuni associati all’assunzione di Zelboraf sono: dolori articolari, perdita di capelli, affaticamento, nausea, eritema cutaneo, prurito e comparsa di verruche.
  • La tossicità cutanea si esprime più frequentemente con comparsa di eritema cutaneo associato a prurito. Nel 24% dei casi è stata descritta la comparsa di carcinoma a cellule squamose.
  • Fotosensibilità, irritazione della pelle quando esposta alla luce del sole.
Radioterapia La radioterapia non ha dimostrato alcun benefico nel trattamento adiuvante.Talora è indicata nei pazienti in stadio IIIC con presenza di multiple adenopatie coinvolte o con estensione di malattia extralinfonodale. Per maggiori informazioni circa la radioterapia clicca qui.
Studi clinici Gli studi clinici sono studi di ricerca atti a valutare le nuove terapie e migliorare la cura del tumore. Questi studi sono responsabili dei molti progressi nel campo della prevenzione, diagnosi e cura del cancro. Alcuni farmaci sperimentali  sono al momento oggetto di valutazione nell’ambito di numerosi studi clinici tra questi:
  • Vaccini sperimentali quali: GM-CSF, anticorpibloccanti il CTLA4, interleuchine, ed altre terapie atte ad incrementare la risposta immunitaria e combattere la possibilità di recidiva.
  • Trattamenti chemioterapici.

Tuttavia negli studi clinici randomizzati finora condotti nessuna di queste terapie ha dimostrato di incrementare la sopravvivenza. In alcuni casi ha peggiorato la prognosi dei pazienti. I ricercatori sono costantemente al lavoro per perfezionare questi trattamenti.

 

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