Fino a poco tempo fa lo scopo del trattamento del melanoma metastatico poteva considerarsi quasi esclusivamente palliativo, dato che i chemioterapici a disposizione hanno dimostrato un effetto limitato e non curativo nella maggior parte dei casi. Negli ultimi anni il progressivo affermarsi di nuovi farmaci ha consentito di osservare vantaggi in termini di sopravvivenza, come nel caso dell’ipilimumab e del vemurafenib.

 

Trattamento Scopo
Chirurgia La chirurgia può essere riservata come opzione terapeutica in pazienti che presentano un a singola lesione metastatica viscerale, un numero limitato di metastasi in particolare a livello dei tessuti molli e/o linfonodi o per la rimozione di lesioni secondarie sintomatiche. Per maggiori informazioni circa la chirurgia clicca qui.
Opzioni terapeutiche A) YERVOY

 Yervoy è un anticorpo monoclonale indicato nel trattamento del melanoma non operabile o del melanoma metastatico. Un melanoma inoperabile è un melanoma che non può essere rimosso in modo radicale con la chirurgia.

Obiettivi:

  • Yervoy è stato progettato per stimolare il sistema immunitario attraverso l’attivazione delle cellule T, al fine di promuovere una risposta immunitaria contro le cellule cancerose.
  • Trial clinici hanno dimostrato che questo farmaco è in grado di aumentare la sopravvivenza media di circa 4 mesi rispetto al vaccino anti gp100 e di 2 mesi rispetto al trattamento con dacarbazina.

Effetti collaterali:

  • Gli effetti collaterali più comuni associati alla somministrazione di Yervoy includono affaticamento, diarrea, nausea ed eritema cutaneo.
  • Il farmaco inoltre può determinare l’insorgenza di reazioni autoimmuni nelle quali il sistema immunitario attacca anche cellule sane dell’organismo. Nel 15% dei pazienti sono state descritte reazioni autoimmuni gravi talora anche con decorso fatale. Le manifestazioni più comuni di una reazione immuno-mediata associata al farmaco sono rappresentate da: da enterocoliti, epatiti, dermatiti, neuro ed endocrinopatie.

B) ZELBORAF

Zelboraf è un inibitore della attività tirosin-chinasica della proteina BRAF. Questo farmaco è utilizzato in pazienti con melanoma metastatico o non operabile che presentino una mutazioneattivante a carico di BRAF.

Obiettivi:

  • La proteina BRAF, normalmente coinvolta nella regolazione della crescita cellulare, si presenta mutata pertanto costitutivamente attiva, in almeno la metà dei pazienti con melanoma di stadio avanzato. Zelboraf blocca la funzione di tale proteina arrestando perciò la crescita cellulare della neoplasia.
  • Uno studio clinico ha confrontato in pazienti con la mutazione BRAF V600E lo Zelboraf con dacarbazina. Nel gruppo di pazienti trattati con dacarbazina la sopravvivenza media è risultata essere inferiore di circa 3 mesi rispetto a quella dei pazienti trattati con Zelboraf.

Effetti collaterali:

  • Gli effetti collaterali più comuni associati all’assunzione di Zelboraf sono: dolori articolari, perdita di capelli, affaticamento, nausea, rash cutaneo, prurito e comparsa di verruche.
  • La tossicità cutanea si esprime più frequentemente con la comparsa di eritema cutaneo associato a prurito.
  • Nel 24% dei casi è stata descritta la comparsa di carcinoma a cellule squamose.
  • Fotosensibilità: irritazione della pelle quando esposta alla luce del sole.

C) INTERLEUCHINA-2 (IL-2)

L’Interleuchina-2 utilizzata ad alte dosi in fase avanzata ha determinato nel 16% dei pazienti risposte cliniche e in particolare nel 5% risposte cliniche complete.

Effetti collaterali:

  • La somministrazione di IL-2 può causare effetti collaterali anche gravi. Guarda sotto la voce immunoterapia per avere più risposte.
Radioterapia La radioterapia in questa fase è indicata al fine di ridurre le dimensioni della neoplasia negli organi dove un’asportazione chirurgica non è effettuabile o a scopo sintomatico in caso di lesioni a carico dell’encefalo e delle ossa. Per maggiori informazioni circa la radioterapia clicca qui.
Studi Clinici Gli studi clinici sono studi di ricerca atti a valutare le nuove terapie e migliorare la cura del tumore. Questi studi sono responsabili dei molti progressi nel campo della prevenzione, diagnosi e cura del cancro. Alcuni farmaci sperimentali sono al momento oggetto di valutazione nell’ambito di numerosi studi clinici. Tra questi:
  • Vaccini sperimentali quali: GM-CSF, anticorpibloccanti il CTLA4, interleuchine, ed altre terapie atte ad incrementare la risposta immunitaria e combattere la possibilità di recidiva, come quelle con anticorpi anti PD1 e anti PD-L1
  • Trattamenti chemioterapici.

I ricercatori sono costantemente al lavoro per perfezionare questi trattamenti.

 

Per maggiori informazioni circa gli studi clinici clicca qui.

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Metastasi Cerebrali: Trattamento

Ad oggi, le opzioni terapeutiche dipendono dal numero di metastasi, dalle loro dimensioni e dalla sede; inoltre sono importanti anche le condizioni cliniche del paziente e la presenza di malattia in altre sedi.

Trattamento Scopo Commenti
Chirurgia Rappresenta lo standard terapeutico per il trattamento delle metastasi al cervello. E’ potenzialmente curativa. Si usa di solito in pazienti con un numero massimo di 3 metastasi al cervello. I pazienti con multiple lesioni o con lesioni situate in aree critiche del cervello di solito non sono ottimi candidati.
Radioterapia SRS (radiochirurgia stereotassica), ideale per concentrare radiazioni in specifici punti del cervello. In particolare la gamma knife, introdotta recentemente, può trattare le lesioni metastatiche più rapidamente. In alcuni pazienti, la SRS può mantenere sotto controllo per un tempo maggiore le metastasi al cervello. Un’alternativa per quei pazienti che hanno più di tre lesioni cerebrali. In alcuni centri, la gamma knife è utilizzato anche per il trattamento di pazienti con un numero superiore a 3 lesioni cerebrali.
Una procedura chiamata WBXRT, che si può tradurre con radioterapia cerebrale totale, tratta le metastasi al cervello che risultano di dimensioni così ridotte da non poter essere visualizzate alla TAC o RMN. Tale tecnica sembra rallentare la crescita della lesione, ma non si ritiene  sia curativa. Si usa di solito in pazienti che hanno multiple metastasi al cervello, così da non risultare candidabili alla chirurgia o SRS.
Chemioterapia Farmaci come temozolomide (Temodal) possono raggiungere il cervello e sono frequentemente somministrati in pazienti con metastasi al cervello. Lachemioterapia tuttavia non rappresenta un trattamento curativo, ma viene utilizzata per rallentare la crescita delle lesioni. Molti chemioterapici standard, non penetrano la barriera ematoencefalica e quindi non possono essere utilizzati in caso di lesioni cerebrali
Cura di supporto La terapia di supporto ha quale scopo principale quello di ridurre  il dolore, lo stato confusionale e il rischio di crisi epilettiche, essa tuttavia non interviene nel ridurre la crescita tumorale.Cortisonici sono frequentemente utilizzati per ridurre l’edema cerebrale, che di frequente si associa alla presenza di metastasi cerebrali. La terapia di supporto rappresenta il solo trattamento utilizzato quando si ritiene che ulteriori trattamenti attivi potrebbero solo nuocere al paziente.

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