La chemioterapia consiste in un trattamento sistemico in cui i farmaci anticancro sono iniettati in vena o somministrati per via orale. I farmaci attraversano il sistema sanguigno dopo assorbiti e attaccano le cellule melanomatose che sono diffuse oltre il sito originario di tumore (melanoma in fase I-II) e/o ai linfonodi (stadio III) per coinvolgere altri organi (stadio IV).

La chemioterapia non si è dimostrata efficace per il melanoma come per altri tipi di tumore ma può essere un palliativo per alcuni pazienti con melanoma in stadio IV. E’ stata anche pensata come terapia adiuvante per rimuovere le cellule cancerose che rimangono dopo la chirurgia, ma non c’è stata ancora nessuna prova del beneficio. Studi clinici sono in corso per trovare chemioterapici più efficaci per una terapia adiuvante.

Chemioterapia a singolo agente

Chemioterapia combinata

Perfusione isolata d’arto (ILP)

Effetti collaterali della chemioterapia

Chemioterapia a singolo agente

Queste sono le sostanze più usate in terapia come agenti singoli.

  • Temozolomide: è un chemioterapico orale per il trattamento del melanoma metastatico in fase avanzata. Questo farmaco viene metabolizzato una volta nell’organismo per dare lo stesso principio attivo che è alla base dell’azione terapeutica della dacarbazina. Studi clinici hanno dimostrato che il temozolomide è efficace quanto la dacarbazina ed è ovviamente più facile da somministrare. (2) Per maggiori informazioni clicca qui.
  • Nab-Placitaxel (Abraxane): si tratta di Placitaxel in forma di nanoparticelle legato alle albumine, che è stato testato in fase III degli studi clinici con la Dacarbazina. I risultati devono ancora essere pubblicati.
  • Cis-platino: uno degli agenti noti come platinanti
  • Carmustina: e fotemustina, sono due farmaci appartenenti alla categoria delle nitrosuree.

Altri agenti chemioterapici sono: vindestina, vincrsitina, belomicina e placitaxel.

Chemioterapia combinata

La chemioterapia combinata, cioè l’uso simultaneo di più chemioterapici, non ha provato essere di utilità superiore all’uso di un singolo agente.  Le combinazioni più conosciute sono riportate sotto:

  • Regime di Dartmouth: combinazione di dacarbazina, carmustina, cisplatino e tamoxifene (farmaco per la terapia ormonale principalmente usato per il tumore del seno). Studi clinici hanno dimostrato di essere molto più efficace della dacarbazina da sola, nonostante i pesanti effetti collaterali comuni con questo regime terapeutico.
  • CVD. Combinazione di cisplatino, vinblastina e dacarbazina. Anche in questo caso, studi hanno dimostrato che questo trattamento è significativamente più efficace della dacarbazina somministrata come agente singolo.

Per saperne di più circa gli studi clinici clicca qui.

Perfusione isolata d’arto (ILP)

Perfusione isolata d’arto (ILP): è una procedura che permette la somministrazione del chemioterapico ad alte dosi per melanoma in stadio IV o i melanomi ricorrenti che sono confinati ad un singolo arto, braccio o gamba. Un piccolo intervento chirurgico ai vasi sanguigni fa si che un arto venga isolato temporaneamente dalle altre parti del corpo. Quindi l’agente chemioterapico, solitamente melfalan, viene iniettato ad alte dosi nell’arteria che rifornisce l’arto. Il sangue e il chemioterapico sono quindi recircolati attraverso una macchina cuore-polmoni e riscaldati per un periodo di tempo, di solito un’ora. Il processo di riscaldamento, detto ipertermia, aumenta la potenza del farmaco. Il sangue così trattato è reintrodotto infine all’arto dove deve essere effettuata la cura, così alte dosi del antitumorale raggiungono direttamente la sede del tumore. Dal momento che altre parti del corpo non sono esposte al trattamento, si può scongiurare il pericolo di pesanti effetti collaterali ai danni di altri distretti.

Tale procedura è utile nell’allievare i sintomi della malattia inoperabile ma non ha dimostrato di prolungare la sopravvivenza. Ci sono stati tentativi di aumentare l’effetto del melfalan attraverso l’aggiunta di fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-alfa) o diinterferone gamma, ma recenti studi hanno dimostrato che non è apportato nessun significativo vantaggio. (3)(4)

Infusione isolata d’arto (ILI): simile alla precedente ma non richiede il piccolo intervento chirurgico alle vene. Invece, il sangue che fluisce all’arto coinvolto è fermato temporaneamente con un laccio emostatico e alte dosi di chemioterapico sono iniettate nell’arteria. Il trattamento sembra essere efficace come l’ILP. (5)

Effetti collaterali della chemioterapia

Lo scopo della chemioterapia è quello di uccidere le cellule cancerose. Tuttavia, dal momento che la chemioterapia uccide le cellule in rapida replicazione, attacca anche cellule normali che si replicano velocemente, come le cellule prodotte dal midollo osseo, le cellule del tessuto gastrointestinale, e i follicoli piliferi. La distruzione di cellule normali produce una varietà di effetti collaterali. Il tipo e l’intensità degli effetti dipende dal tipo di farmaco, dalla quantità somministrata e dalla lunghezza del trattamento.

Cellule normali distrutte Effetti collaterali
Cellule del sistema gastrointestinale Nausea vomito e perdita di appetito
Cellule della bocca Dolori alla bocca
Follicoli piliferi Perdita di capelli
Midollo osseo Aumento del rischio d’infezione e febbre (per mancanza di globuli bianchi) sanguinamento o lividi a causa di piccoli tagli  (mancanza di piastrine), affaticamento (mancanza di globuli rossi).

Molti effetti collaterali sono temporanei e diminuiscono quando la chemioterapia viene fermata. Un numero di trattamenti sono disponibili per allievare gli effetti collaterali quali la nausea e l’affaticamento. Assicurati di tenere sotto controllo e di riportare questi effetti al tuo medico.

Danno epatico e renale

Una delle principali funzioni del fegato è quella di demolire le sostanze dannose per il corpo, compresi i farmaci, così che i prodotti collaterali possono essere eliminati attraverso la bile o il sangue. Certi chemioterapici o i prodotti del loro metabolismo possono essere tossici per il fegato, causando infiammazione e altre forme di danno al fegato, compresa l’insufficienza epatica.

La funzione principale dei reni è quella di rimuovere i prodotti di scarto, inclusi i metaboliti derivanti dai farmaci, contenuti nel sangue, che così può tornare a circolare. Ogni rene è composto di migliaia di piccoli filtri che trattengono le sostanze che il corpo ha bisogno ed eliminano i rifiuti nelle urine. Alcuni chemioterapici possono accumularsi nei reni a concentrazioni così alte che i reni non possono filtrarli in maniera adeguata, causando un danno al rene fino anche all’insufficienza renale.

I pazienti sottoposti a chemioterapia sono continuamente sottoposti al controllo della funzionalità epatica e renale. I dosaggi della chemioterapia potrebbero essere aggiustati per prevenire il danno all’organo. Un dosaggio che è ben tollerato in organi funzionanti, può essere tossico quando c’è qualche problema a reni e fegato.

Contatta immediatamente il tuo medico se dovessi sperimentare uno dei seguenti effetti collaterali

  • Ifezione o febbre sopra i 38°C
  • Sanguinamento persistente
  • Difficoltà respiratorie
  • Difficoltà nel deglutire
  • Nausea o vomito persistenti, con l’impossibilità di assumere fluidi o cibo
  • Calo nella produzione di urina
  • Gonfiore alle gambe o ad altre parti del corpo