Cosa fa: la fotemustina viene somministrata al fine di impedire o rallentare la crescita delle cellule melanomatose che si sono diffuse in tutto il corpo

Come funziona: la fotemustina è un chemioterapico, nello specifico appartiene alla famiglia delle nitrosuree. Interferisce con la crescita delle cellule neoplastiche. Nonostante non sia approvato dalla EMA, né dalla FDA, è registrata nel trattamento del melanoma metastatico in diversi Paesi Europei, tra cui l’Italia.

In quali pazienti si usa: pazienti con melanoma in stadio IV

Come si somministra: la posologia generalmente utilizzata è di 100 mg/m².

In monochemioterapia

  • Terapia d’attacco: 3 somministrazioni consecutive a una settimana d’intervallo l’una dall’altra, seguite da un riposo terapeutico di 4-5 settimane.
  • Terapia di mantenimento: una somministrazione ogni 3 settimane.

In polichemioterapia: la 3a somministrazione della terapia d’attacco è soppressa.

Efficacia: gli studi clinici condotti nel Melanoma metastatico hanno dimostrato l’efficacia della fotemustina sia in termini di percentuale di risposta che di durata della risposta, anche in pazienti con metastasi a localizzazione cerebrale. La fotemustina infatti per le sue caratteristiche biomolecolari è un farmaco in grado di attraversare la barriera emato-encefalica e di raggiungere il sistema nervoso centrale.

La percentuale di risposta (tutti i siti) è del 20%, con una durata media della risposta variabile tra 18 e 26 settimane. Nelle metastasi cerebrali la percentuale di risposta è del 23%, con una durata media di risposta di 11 settimane.

Effetti collaterali: gli effetti collaterali dipendono dagli individui e dalla dose somministrata, e possono includere quanto segue:

  • Ridotta funzionalità del midollo osseo e problemi circolatori (affaticamento, facilità di sanguinamento o di produrre ematomi, feci nere, con presenza di sangue, o febbre, brividi, e segni di infezione). Questi sintomi possono comparire anche a distanza di alcune settimane dalla dose di attacco (5-6 settimane)
  • Nausea e vomito moderati nelle due ore successive all’infusione
  • Aumenti moderati, transitori e reversibili delle transaminasi, della fosfatasi alcalina e della bilirubina

Più raramente nel corso degli studi clinici sono stati riscontrati:

  • Episodifebbrili (3.3%)
  • Flebite e pigmentazione al sito d’iniezione
  • Diarrea e dolori addominali
  • Disturbi neurologici transitori e reversibili (disturbi della coscienza, parestesie, ageusia)
  • Sindrome da stress respiratorio acuto dell’adulto (ADRS)
  • Rari casi di tossicità polmonare (ADRS) sono stati osservati in associazione con la dacarbazina

In pazienti in trattamento prolungato con nitrosouree inoltre sono statiriportati casi di leucemia.