Cosa fa: alte dosi di interferone sono somministrate per potenziare il sistema immunitario ed aiutarlo a debellare le cellule melanomatose. L’interferone è somministrato per impedire al tumore di ricomparire dopo la terapia iniziale, che può essere rappresentata, ad esempio, dalla chirurgia.

Come funziona: l’interferone è una proteina prodotta naturalmente che combatte soprattutto le infezioni virali ed altri tipi di patologie. Benché sia noto che l’interferone provoca un rafforzamento del sistema immunitario così che questo elimini le cellule melanomatose, il meccanismo attraverso il quale ciò avviene non è ancora del tutto chiaro. E’ anche possibile che il farmaco blocchi il rifornimento di nutrienti alle cellule tumorali (antiangiogenesi) e quindi direttamente impedisca la crescita del tumore.

In quali pazienti si usa: Intron A viene somministrato come terapia adiuvante dopo l’intervento chirurgico in pazienti con melanoma in stadio III in cui il tumore è scomparso, ma che hanno alte probabilità che questo ricompaia. Viene anche somministrato ad alcuni pazienti in stadio IIB o IIC (nel caso in cui lo spessore di Breslow sia maggiore di 4mm).

Come si somministra: può essere somministrato per via endovenosa, intramuscolare e sottocutanea o all’interno della lesione stessa. Per l’uso sottocutaneo, è disponibile la siringa automatica multi dose per l’iniezione.

Intron A viene solitamente dato in un processo a due fasi lungo un periodo di un anno. Nella fase di induzione, Intron A viene somministrato in ambiente ospedaliero o ambulatorio medico alla massima dose tollerata, cioè 5 giorni a settimana per 4 settimane. Ogni iniezione richiede circa 20-30 minuti di tempo. Durante la fase di mantenimento, Intron A viene somministrato per via sottocutanea 3 volte a settimana per il resto dell’anno. Molto spesso, in questa fase i pazienti possono iniettarsi il farmaco da soli.

Sono stati effettuati molti studi circa l’amministrazione di Intron A a basse dosi. In questi studi, la fase di induzione per via sottocutanea durava 1-3 settimane, mentre quella di mantenimento era di 3 volte a settimana per 1-3 anni.

Efficacia: se paragonata con pazienti che non hanno ricevuto nessun trattamento adiuvante, (trattamento che segue la chirurgia), l’efficacia di Intron A è risultata migliore nel prevenire la ricaduta. Il tempo di assenza di ricadute è passato da 0.98 anni a 1.72 anni. La sopravvivenza a 5 anni è del 46% per coloro i quali hanno ricevuto tale trattamento, mentre è del 37% per coloro che non lo hanno ricevuto.

Effetti collaterali: l’interferone è associato ad una serie di effetti collaterali:

  • Sintomi parainfluenzali acuti compaiono entro 4-8 ore dall’iniezione (febbre, brividi, dolore muscolare, mal di testa, nausea e vomito). I pazienti sono spesso molto debilitanti all’inizio, ma migliorano col passare del tempo.

Importante: durante la fase acuta è bene essere molto idratati. Si può anche prendere qualche antipiretico per alleviare la febbre ed alcuni dei sintomi influenzali, se il medico lo prescrive. E’ bene stare al caldo e coprirsi bene.

Importante: alcune tecniche per combattere l’affaticamento comprendono:

  • Provare ad essere attivi. Bilanciare in maniera ottimale attività e riposo, e pianificare le varie attività per quando si sta bene.
  • Dormire il più possibile.
  • Mangiare molta frutta e verdura.
  • Bere molta acqua.

Altri effetti avversi possono includere:

  • Abbassamento del numero di globuli bianchi e rossi (che devono essere monitorati prima, durante e dopo il trattamento).
  • Danno epatico (a seconda della gravità, si potrebbe considerare anche l’interruzione del trattamento).
  • La depressione è abbastanza comune, colpisce circa il 40% dei pazienti. Una piccola percentuale dei pazienti, circa il 2%, tenta il suicidio o sviluppa tendenze suicide.

Importante: sii consapevole dei potenziali pericoli della depressione e chiedi aiuto se pensi di poter fare del male a te stesso o ad altri. Il tuo medico può monitorare la tua depressione all’inizio e durante il trattamento, per controllare se una diminuzione della dose o addirittura l’interruzione della terapia possa essere presa in considerazione. Non dimenticare di far presente al tuo medico se hai già avuto problemi di depressione o problemi psichici in passato.

  • Perdita dell’appetito (che risulta in una perdita di peso). Può essere dovuta alla nausea e il vomito o all’alterazione del gusto.

Importante:

  • Mangia piccole porzioni.
  • Evita cibi grassi.
  • Prediligi frutta e verdura fresche.
  • Se senti un sapore metallico in bocca, prova a bere liquidi asprigni come limonate o succo d’arancia. Usa posate di plastica invece che di metallo, e mangia cibo fresco piuttosto che cibo in scatola.
  • Perdita di attenzione o memoria. Questo può interferire con la tua capacità di assumere i medicinali o di eseguire correttamente altri compiti.

Altre considerazioni circa gli effetti collaterali:

Come per altri trattamenti, gli effetti collaterali della terapia con interferone dipendono dalla dose prescritta. Terapie a basse dosi sono sempre ben tollerate, mentre terapie ad alte dosi tendono a produrre maggiori e più gravi effetti collaterali. Spesso, gli effetti collaterali più gravi appaiono durante le prime settimane di trattamento per poi attenuarsi in maniera significativa.

Se i sintomi o i segni degli effetti avversi sono significativamente anomali, il trattamento può essere interrotto per un certo periodo di tempo e poi ripreso a dosi più basse. Durante il corso della terapia, il trattamento può essere interrotto e poi ripreso a differenti dosaggi a seconda del bisogno.

Se gli effetti avversi sono particolarmente pesanti, consulta il tuo medico. Ci sono trattamenti per allievare sintomi come nausea ed affaticamento. In più, riceverai anche un continuo monitoraggio per effetti avversi che possono risultare fatali, come la soppressione del midollo osseo o il danno epatico. Molti degli effetti collaterali di solito cessano con la cessazione della terapia.