Cosa fa: lo Zelboraf blocca una via intracellulare coinvolta nella proliferazione delle cellule tumorali.

Come funziona: lo Zelboraf è un inibitore della attività tirosin-chinasica della proteina BRAF. La proteina BRAF, normalmente coinvolta nella regolazione della crescita cellulare, si presenta mutata e pertanto costitutivamente attiva in almeno la metà dei pazienti con melanoma in stadio avanzato.  La mutazione  più frequente è la V600E, tuttavia in una piccola percentuale di casi è possibile riscontrare mutazioni differenti dello stesso codone V600, in particolare nel 5% dei casi può esservi la mutazione V600K. Molto più rara la presenza delle altre mutazioni. Zelboraf blocca la funzione di BRAf arrestando perciò la crescita cellulare della neoplasia.

In quali pazienti si usa: Zelboraf è utilizzato nel trattamento di pazienti con  melanoma inoperabile in stadio III (melanoma che non può essere rimosso chirurgicamente) o in stadio IV, presentanti la mutazione V600 su BRAF. Prima di prescrivere il farmaco, si deve accertare la presenza della mutazione BRAF V600 nel tessuto tumorale dei pazienti mediante un test validato.

Come si somministra: è assunto per via orale. Inizialmente, tutti i pazienti ricevono 960 mg di farmaco due volte al giorno (4 compresse al mattino e 4 compresse alla sera). In caso di effetti collaterali che richiedano una riduzione di dose, alcuni pazienti potranno assumere Zelboraf a 720 mg due volte al giorno (3 compresse al mattino e 3 compresse alla sera) o 480 mg due volte al giorno (2 compresse al mattino e 2 compresse alla sera).

Efficacia: gli studi clinici che hanno confrontato il Zelboraf con la dacarbazina hanno evidenziato il 50% di risposte obiettive (regressione importante del volume tumorale) nei pazienti trattati con il Vemurafenib rispetto al 5% di quelli trattati con la chemioterapia. Zelboraf è in grado si incrementare la sopravvivenza rispetto alla dacarbazina. Anche se non sono stati condotti studi di confronto, l’efficacia di Zelboraf è sovrapponibile a quella di Tafinlar, un altro inibitore di BRAF approvato per il trattamento del melanoma con mutazione di BRAF.

Effetti collaterali: alcuni effetti collaterali sono comuni nelle prime fasi di trattamento. Molti di questi effetti collaterali sono lievi o moderati e, quando gravi, possono essere mitigati attraverso una riduzione del dosaggio o interrompendo per un breve periodo la somministrazione del farmaco. Tra questi:

  • Sviluppo di carcinomi a cellule squamose della cute a bassa aggressività e keratoacantomi, che si verificano in circa il 24% dei pazienti. Grazie ad una adeguata protezione dal sole, l’incidenza di tali lesioni si è ridotta, come dimostrato dagli studi di sicurezza più recenti. La terapia di tali lesioni consiste in un’adeguata asportazione chirurgica.
    • Di solito compare nelle prime 7-8 settimane di trattamento.
    • Si manifesta soprattutto nei pazienti anziani, in quelli con una storia di cancro alla pelle, e in quelli che nel corso del tempo hanno subito una esposizione al sole continua.
    • Se queste lesioni compaiono, dovrebbero essere rimosse, e proseguire il trattamento senza modificare il dosaggio.

Importante: è consigliabile effettuare  un controllo dermatologico prima di iniziare lo zelboraf e successivamente ogni due mesi durante il trattamento.

  • Il rash cutaneo è un effetto collaterale comune. Di solito compare sulle braccia e sulle gambe ma può presentarsi anche al torace ed al dorso.
    • Tale manifestazione si protrae per giorni e può associarsi a prurito, ma nella maggior parte dei casi rappresenta un effetto collaterale reversibile, che si attenua fino a regredire alla sospensione temporanea del farmaco. Nei casi più gravi può essere necessario interrompere definitivamente il trattamento.

Importante: Se il rash è di difficile sopportazione e copre più della metà del corpo, si dovrebbe contattare il medico. Il medico deciderà se è necessario interrompere temporaneamente il trattamento e se ridurre il dosaggio.

  • Fotosensibilità (aumentata sensibilità della cute alla luce del sole) è molto comune. Bisognerebbe evitare il più possibile di esporre la cute ai raggi solari.

Importante: durante il trattamento è indispensabile coprire la cute esposta alla luce solare (senza tralasciare la testa, il volto, le mani, le braccia e le labbra) ed utilizzare uno schermo solare con un fattore di protezione 50 ed un balsamo per le labbra.

  • Il dolore articolare è abbastanza comune, e di solito compare nelle prime fasi del trattamento. Può interessare una o più articolazioni, più frequentemente quelle delle mani, piedi, ginocchia e spalle. Talora può associarsi gonfiore e rossore intorno alle articolazioni.

Importante: antinfiammatori non steroidei, quali l’aspirina, possono essere usati per alleviare il dolore. In casi gravi l’interruzione del trattamento o la riduzione della dose potrebbe essere richiesto.

Altri effetti collaterali possono includere:

  • Alterazioni del ritmo cardiaco (allungamento dell’intervallo QT) che possono causare l’insorgenza di battiti irregolari potenzialmente dannosi. Sintomatologia associata comprende: svenimento, senso di confusione, tremore, palpitazioni.
  • Disfunzione epatica: sintomi includono la colorazione gialla della pelle o delle sclere, stanchezza, urina di colore scuro o marrone, nausea, vomito, dolore a carico della regione destra dell’addome.
  • Uveiti (infiammazione oculare): I sintomi includono dolore agli occhi, gonfiore o rossore, visione appannata, o alterazioni della visione.
  • Comparsa di nuovi melanoma primari
  • Perdita di capelli
  • Stanchezza
  • Nausea
  • Comparsa di verruche