In questa sezione, puoi trovare informazioni circa il trattamento standard del melanoma a seconda dello stadio, così come i trattamenti sperimentali per cui potresti essere idoneo.

Stadio 0

Stadio I

Stadio II

Stadio III

Stadio IV

Metastasi Cerebrali

Recidiva del Melanoma

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Stadio 0: Trattamento
Trattamento Scopo
Chirurgia Rimuovere ogni parte del tumore dopo la biopsia. La procedura è definita “escissione locale ampia”. Oltre al tumore, incluso il sito di biopsia, il chirurgo rimuove per misura precauzionale il cosiddetto margine chirurgico, ovvero un’area di cute e sottocute sana circostante a quella tumorale.L’ampiezza del margine dipende dallo spessore del tumore primario.
  • Stadio 0: 0.05 cm di margine.

Ad oggi si adottano le linee guida suggerite da varie istituzioni come il Programma per il Melanoma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Utilizzando tali linee guida i chirurghi possono asportare margini più ridotti rispetto al passato, così  da preservare una porzione di cute maggiore. Tuttavia, quando sono necessarie ampie escissioni possono essere utilizzate anche procedure di innesto cutaneo.

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Stadio I: Trattamento

Trattamento Scopo
Chirurgia Rimuovere ogni parte del tumore dopo la biopsia. La procedura è definita “escissione locale ampia”. Oltre al tumore, incluso il sito di biopsia, il chirurgo rimuove per misura precauzionale il cosiddetto margine chirurgico, ovvero un’area di cute e sottocute sana circostante a quella tumorale. L’ampiezza del margine dipende dallo spessore del tumore primario.Ad oggi si adottano le linee guida suggerite da varie istituzioni come il Programma per il Melanoma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Utilizzando tali linee guida i chirurghi possono asportare margini più ridotti rispetto al passato, così  da preservare una porzione di cute maggiore. Tuttavia, quando sono necessarie ampie escissioni possono essere utilizzate anche procedure di innesto cutaneo.
  • Stadio IA: 1 cm di margine per tumori che hanno uno spessore di Breslow di 1mm o meno.
  • Stadio IB: 1 cm di margine per tumori che hanno uno spessore di Breslow compreso tra 1.1 mm e 2.0 mm.

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Biopsia del Linfonodo Sentinella(SLNB) E’ più accurata quando effettuata prima dell’escissione locale ampia sopra citata. Raccomandata in pazienti con:
  • Melanoma di dimensioni di 1 mm o più grande
  • In presenza di ulcerazione
  • Presenza di almeno 1  mitosi per mm2

Obiettivo:

  • Determinare se le cellule cancerose sono arrivate ai linfonodi sentinella, cioè il primo linfonodo deputato a ricevere il drenaggio dal tumore primario, e quindi il primo sito in cui il melanoma si diffonde.
  • Il trattamento successivo dipenderà dall’esito, positivo o meno, della biopsia.

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Stadio II: Trattamento
Trattamento Scopo
Chirurgia  Rimuovere ogni parte del tumore dopo la biopsia. La procedura è definita “escissione locale ampia”. Oltre al tumore, incluso il sito di biopsia, il chirurgo rimuove per misura precauzionale il cosiddetto margine chirurgico, ovvero un’area di cute e sottocute sana circostante a quella tumorale. L’ampiezza del margine dipende dallo spessore del tumore primario.Ad oggi si adottano le linee guida suggerite da varie istituzioni come il Programma per il Melanoma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Utilizzando tali linee guida i chirurghi possono asportare margini più ridotti rispetto al passato, così  da preservare una porzione di cute maggiore. Tuttavia, quando sono necessarie ampie escissioni possono essere utilizzate anche procedure di innesto cutaneo.
  • Stadio IIA e IIB: 2 cm di margine per tumori che hanno uno spessore di Breslow compreso tra 2 mm e 3.99 mm.
  • Stadio IIC: 2 cm di margine per tumori che hanno uno spessore di Breslow compreso tra 2 mm e 3.99 mm

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Biopsia del Linfonodo Sentinella(SLNB) La biopsia del linfonodo sentinella è raccomandata per tutti i tumori in stadio II indipendentemente dalle loro dimensioni.E’ più accurata quando effettuata prima dell’escissione locale ampia sopra citata.Obiettivo:
  • Determinare se le cellule cancerose sono arrivate al linfonodo sentinella, cioè il primo linfonodo deputato a ricevere il drenaggio dal tumore primario, e quindi il primo sito in cui il melanoma si diffonde.
  • Il trattamento successivo dipenderà dall’esito, positivo o meno, della biopsia

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Terapia adiuvante Si tratta di un trattamento somministrato successivamente al trattamento chirurgico e raccomandato nello stadio IIB e IIC del melanoma. Si tratta di solito di  terapie sistemiche, cioè terapie che raggiungono il circolo sanguigno per raggiungere il sito del tumore.
  • L’interferone è una proteina prodotta normalmente dalle cellule per combattere varie infezioni virali e altre patologie.

Obiettivo:

  • Terapie a base di interferone hanno dimostrato di aiutare il sistema immunitario a combattere le patologie in maniera più efficace.
  • Diversi studi clinici hanno dimostrato che il trattamentoadiuvante con IFN in pazienti in stadio II C e III procura un beneficio assoluto in termini di sopravvivenza del 3% con riduzione del rischio di recidive del 18%. Per cui il trattamento con IFN può essere proposto in pazienti ad alto rischio di recidiva.

– Stadio IIA: è consigliabile il trattamento con IFN a basse dosi per almeno 18 mesi soprattutto nei pazienti con maggior rischio di recidiva ( alto indice di proliferazione,  spessore >1,5 mm)

– Stadio IIB: è consigliabile il trattamento con IFN a basse dosi per 18-24 mesi.

Effetti collaterali:

  • La terapia ha una durata di almeno 12 mesi e può essere accompagnata da effetti collaterali.
  • Recentemente, al fine di ridurre la durata del trattamento, è stato valutato l’utilizzo dell’interferone peghilato. I risultati di questi studi non sono stati così convincenti da indurre a cambiare la pratica corrente.

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Stadio III: Trattamento

Trattamento Scopo  
Chirurgia Rimuovere ogni parte del tumore dopo la biopsia. La procedura è definita “escissione locale ampia”. Oltre al tumore, incluso il sito di biopsia, il chirurgo rimuove per misura precauzionale il cosiddetto margine chirurgico, ovvero un’area di cute e sottocute sana circostante a quella tumorale. L’ampiezza del margine dipende dallo spessore del tumore primario.Ad oggi si adottano le linee guida suggerite da varie istituzioni come il Programma per il Melanoma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Utilizzando tali linee guida i chirurghi possono asportare margini più ridotti rispetto al passato, così  da preservare una porzione di cute maggiore. Tuttavia, quando sono necessarie ampie escissioni possono essere utilizzate anche procedure di innesto cutaneo.
  • Tumori primari in stadio III: 2- 4 cm di margine a seconda del loro spessore.
Dissezione linfonodale terapeutica (TLND) Procedura che prevede la rimozione di tutti i linfonodi presenti in una determinata stazione linfatica. Essa è indicata in caso di linfonodi metastatici clinicamente evidenti o in caso di linfonodo sentinella positivo. Lo scopo di questo intervento è quello di prevenire l’ulteriore diffusione della malattia attraverso il torrente linfatico. Studi sono adesso in corso per determinare se questa procedura possa anche prolungare la sopravvivenza.Tale procedura ha anche un importante ruolo nella riduzione del dolore,  causato dall’infiltrazione della neoplasia nei linfonodi.

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Biopsia del linfonodo sentinella:(SLNB) La biopsia del linfonodo sentinella non è generalmente raccomandata per i pazienti con melanoma in stadio III in quanto la presenza di metastasi clinicamente evidenti è indicazione alla TNLD.
Terapia adiuvante Si tratta di un trattamento somministrato successivamente al trattamento chirurgico e raccomandato per il melanoma in stadio III. Si tratta di solito di terapie sistemiche, che raggiungono il circolo sanguigno per raggiungere il sito del tumore. L’interferone è una proteina prodotta dalle cellule per combattere infezioni virali e altre patologie.  Allo stato attuale vi sono due tipi di terapie a base di interferone approvate nel melanoma in stadio II: Interferone ad alte dosi (Intron A) ed interferone peghilato (Sylatron).Obiettivo:
  • Terapie a base di interferone hanno dimostrato di aiutare il sistema immunitario a combattere in maniera più efficace.

– Stadio IIIA e IIIB: è consigliato il trattamento adiuvante a basse o alte dosi sulla base delle caratteristiche del paziente  dell’esperienza clinica.

– Stadio IIIC: è consigliato il trattamento con IFN ad alte dosi in quanto è l’unico che può impattare sulla prognosi di questa tipologia di pazienti.

Effetti collaterali:

  • La terapia ha una durata di almeno 12 mesi e può essere accompagnata da effetti collaterali.
  • L’interferone peghilato è somministrato per più di 5 anni, ma si associa a minori effetti collaterali gravi.

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Altre opzioni terapeutiche A) YERVOY

Yervoy è un anticorpo monoclonale indicato nel trattamento del melanoma non operabile o del melanoma metastatico. Un melanoma inoperabile è un melanoma che non può essere rimosso in modo radicale con la chirurgia. Nei pazienti in stadio III questo può verificarsi poiché la neoplasia presenta margini diresezione non evidenti, infiammazione circostante il tessuto neoplastico o poiché la sede in cui essa si presenta rende impossibile la completa rimozione chirurgia (per esempio  nei seni nasali).

Obiettivo:

  • Yervoy è stato progettato per stimolare il sistema immunitario attraverso l’attivazione delle cellule T, al fine di promuovere una risposta immunitaria contro le cellule cancerose.
  • Studi clinici hanno dimostrato che questo farmaco è in grado di aumentare la sopravvivenza media dei pazienti di circa 4 mesi.

Effetti collaterali:

  • Gli effetti collaterali più comuni associati alla somministrazione di Yervoy includono affaticamento, diarrea, nausea e eritema cutaneo.
  • Il farmaco  può determinare l’insorgenza di reazioni autoimmuni nelle quali il sistema immunitario attacca anche cellule sane dell’organismo. Nel 15% dei pazienti sono state descritte reazioni autoimmuni gravi talora anche con decorso fatale. Le manifestazioni più comuni di una reazione immuno-mediata associata al farmaco sono rappresentate da: enterocoliti, epatiti, dermatiti, neuro e endocrinopatie.

 

B) ZELBORAF

Zelboraf è un inibitore della attività tirosin-chinasica della proteina BRAF. Questo farmaco è utilizzato in pazienti con melanoma metastatico o non operabile che presentino una mutazioneattivante a carico di BRAF.

Obiettivi:

  • La proteina BRAF, normalmente coinvolta nella regolazione della crescita cellulare, si presenta mutata, pertanto costitutivamente attiva, in almeno la metà dei pazienti con melanoma di stadio avanzato. Zelboraf blocca la funzione di tale proteina arrestando perciò la crescita cellulare della neoplasia.
  • Uno studio clinico ha confrontato in pazienti con la mutazione BRAF V600E lo. Zelboraf con la dacarbazina. Nel gruppo di pazienti trattati con dacarbazina la sopravvivenza media è risultata essere di 8 mesi e il 64 % di questi era in vita al termine dello studio. Il 77% dei pazienti trattati con Zelboraf, nonostante non siano stati  ancora noti i dati relativi alla sopravvivenza media, era in vita al termine dello studio.

Effetti collaterali:

  • Gli effetti collaterali più comuni associati all’assunzione di Zelboraf sono: dolori articolari, perdita di capelli, affaticamento, nausea, rash cutaneo, prurito e comparsa di verruche.
  • La tossicità cutanea si esprime più frequentemente con comparsa di eritema cutaneo associato a prurito. Nel 24% dei casi è stata descritta la comparsa di carcinoma a cellule squamose.
  • Fotosensibilità, irritazione della pelle quando esposta alla luce del sole.
Radioterapia La radioterapia non ha dimostrato alcun benefico nel trattamento adiuvante.Talora è indicata nei pazienti in stadio IIIC con presenza di multiple adenopatie coinvolte o con estensione di malattia extralinfonodale.Per maggiori informazioni circa la radioterapia clicca qui.
Studi clinici Gli studi clinici sono studi di ricerca atti a valutare le nuove terapie e migliorare la cura del tumore. Questi studi sono responsabili dei molti progressi nel campo della prevenzione, diagnosi e cura delcancro. Alcuni farmaci sperimentali al momento sono oggetto di valutazione nell’ambito di numerosi studi clinici. Tra questi:
  • Vaccini sperimentali quali: GM-CSF, anticorpibloccanti il CTLA4, interleuchine, ed altre terapie atte ad incrementare la risposta immunitaria e combattere la possibilità di recidiva.
  • Trattamenti chemioterapici.

Tuttavia negli studi clinici randomizzati finora condotti nessuna di queste terapie ha dimostrato di incrementare la sopravvivenza. In alcuni casi ha peggiorato la prognosi dei pazienti. I ricercatori sono costantemente al lavoro per perfezionare questi trattamenti.

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Stadio IV: Trattamento

Fino a poco tempo fa lo scopo del trattamento del melanoma metastatico poteva considerarsi quasi esclusivamente palliativo dato che i chemioterapici a disposizione hanno dimostrato nel corso degli anni un effetto limitato e non curativo nella maggior parte dei casi. Negli ultimi anni il progressivo affermarsi di nuovi farmaci ha consentito di osservare vantaggi in termini di sopravvivenza, come nel caso dell’ipilimumab e del vemurafenib.

Trattamento Scopo
Chirurgia La chirurgia può essere riservata come opzione terapeutica in pazienti che presentano una singola lesione metastatica viscerale, un numero limitato di metastasi in particolare a livello dei tessuti molli e/o linfonodi o per la rimozione di lesioni secondarie sintomatiche.Per maggiori informazioni circa la chirurgia clicca qui.
Opzioni terapeutiche A) YERVOY

Yervoy è un anticorpo monoclonale indicato nel trattamento del melanoma non operabile o del melanoma metastatico. Un melanoma inoperabile è un melanoma che non può essere rimosso in modo radicale con la chirurgia.

Obiettivi:

  • Yervoy è stato progettato per stimolare il sistema immunitario attraverso l’attivazione delle cellule T, al fine di promuovere una risposta immunitaria contro le cellule cancerose.
  • Studi clinici hanno dimostrato che questo farmaco è in grado di aumentare la sopravvivenza media di circa 4 mesi rispetto al vaccino anti gp100 e di 2 mesi rispetto al trattamento con dacarbazina.

Effetti collaterali:

  • Gli effetti collaterali più comuni associati alla somministrazione di Yervoy includono affaticamento, diarrea, nausea e rush cutaneo.
  • Il farmaco inoltre può determinare l’insorgenza di reazioni autoimmuni nelle quali il sistema immunitario attacca anche cellule sane dell’organismo. Nel 15% dei pazienti sono state descritte reazioni autoimmuni gravi talora anche con decorso fatale. Le manifestazioni più comuni di una reazione immuno-mediata associata al farmaco sono rappresentate da: da enterocoliti, epatiti, dermatiti, neuro ed endocrinopatie.

B) ZELBORAF

Zelboraf è un inibitore della attività tirosin-chinasica della proteina BRAF. Questo farmaco è utilizzato in pazienti con melanoma metastatico o non operabile che presentino una mutazione attivante a carico di BRAF.

Obiettivi:

  • La proteina BRAF, normalmente coinvolta nella regolazione della crescita cellulare, si presenta mutata pertanto costitutivamente attiva,  in almeno la metà dei pazienti con melanoma di stadio avanzato. Zelboraf blocca la funzione di tale proteina arrestando perciò la crescita cellulare della neoplasia.
  • Uno studio clinico ha confrontato in pazienti con la mutazione BRAF V600E lo Zelboraf con dacarbazina. Nel gruppo di pazienti trattati con dacarbazina la sopravvivenza media è risultata essere  inferiore di circa 3 mesi rispetto a quella dei pazienti trattati con Zelboraf.

Effetti collaterali:

  • Gli effetti collaterali più comuni associati all’assunzione di Zelboraf sono: dolori articolari, perdita di capelli, affaticamento, nausea, rash cutaneo, prurito e comparsa di verruche.
  • La tossicità cutanea si esprime più frequentemente con la comparsa di rash cutaneo associato a prurito.
  • Fotosensibilità: irritazione della pelle quando esposta alla luce del sole. Nel 24% dei casi è stata descritta la comparsa di carcinoma a cellule squamose.

C) INTERLEUCHINA-2 (IL-2)

L’Interleuchina-2 utilizzata ad alte dosi in fase avanzata ha determinato nel 16% dei pazienti risposte cliniche e in particolare nel 5% risposte cliniche complete.

Effetti collaterali:

  • La somministrazione di IL-2 può causare effetti collaterali anche gravi. Guarda sotto la voce immunoterapia per avere più risposte.
Radioterapia La radioterapia in questa fase è indicata al fine di ridurre le dimensioni della neoplasia negli organi dove un’asportazione chirurgica non è effettuabile o a scopo sintomatico in caso di lesioni a carico dell’encefalo e delle ossa. Per maggiori informazioni circa la radioterapia clicca qui.
Studi Clinici Gli studi clinici sono studi di ricerca atti a valutare le nuove terapie e migliorare la cura del tumore. Questi studi sono responsabili dei molti progressi nel campo della prevenzione, diagnosi e cura del cancro. Alcuni farmaci sperimentali, sono al momento oggetto di valutazione nell’ambito di numerosi studi clinici tra questi:
  • Vaccini sperimentali quali: GM-CSF, anticorpi bloccanti il CTLA4, interleuchine, ed altre terapie atte ad incrementare la risposta immunitaria e combattere la possibilità di recidiva, come quelle con anticorpi anti PD1 e anti PD-L1
  • Trattamenti chemioterapici.

I ricercatori sono costantemente al lavoro per perfezionare questi trattamenti.

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Metastasi Cerebrali: Trattamento

Ad oggi, le opzioni terapeutiche dipendono dal numero di metastasi, dalle loro dimensioni e dalla sede; inoltre, sono importanti anche le condizioni cliniche del paziente e la presenza di malattia in altre sedi.

Trattamento Scopo Commenti
Chirurgia Rappresenta lo standard terapeutico per il trattamento delle metastasi al cervello. E’ potenzialmente curativa. Si usa di solito in pazienti con un numero massimo di 3 metastasi al cervello. I pazienti con lesioni multiple o con lesioni situate in aree critiche del cervello di solito non sono ottimi candidati.
Radioterapia SRS (radiochirurgia stereotassica), ideale per concentrare radiazioni in specifici punti del cervello. In particolare la gamma knife, introdotta recentemente, può trattare le lesioni metastatiche più rapidamente. In alcuni pazienti, la SRS può mantenere sotto controllo per un tempo maggiore le metastasi al cervello. Un’alternativa per quei pazienti che hanno più di tre lesioni cerebrali. In alcuni centri, la gamma knife è utilizzato anche  per il trattamento di pazienti con un numero superiore a 3 lesioni cerebrali.
Una procedura chiamata WBXRT, che si può tradurre con radioterapia cerebrale totale, tratta le metastasi al cervello che risultano di dimensioni così ridotte da non poter essere visualizzate alla TAC o RMN. Tale tecnica sembra rallentare la crescita della lesione, ma non si ritiene sia curativa. Si usa di solito in pazienti che hanno multiple metastasi al cervello, così da non risultare candidabili alla chirurgia o SRS.
Chemioterapia Farmaci come temozolomide (Temodal) possono raggiungere il cervello e sono frequentemente somministrati in pazienti con metastasi al cervello. La chemioterapia tuttavia non rappresenta un trattamento curativo, ma viene utilizzata per rallentare la crescita delle lesioni. Molti chemioterapici standard non penetrano la barriera ematoencefalica e quindi non possono essere utilizzati in caso di lesioni cerebrali.
Cura di supporto La terapia di supporto ha quale scopo principale quello di ridurre  il dolore, lo stato confusionale e il rischio di crisi epilettiche, essa tuttavia non interviene nel ridurre la crescita tumorale. Cortisonici sono frequentemente utilizzati per ridurre l’edema cerebrale, che di frequente si associa alla presenza di metastasi cerebrali. La terapia di supporto rappresenta il solo trattamento utilizzato quando si ritiene che ulteriori trattamenti attivi potrebbero solo nuocere al paziente.

Per maggiori informazioni circa lo metastasi al cervello clicca qui.

Recidiva del Melanoma

Il trattamento di una recidiva dipende da numerosi fattori quali: lo stadio del melanoma primitivo, i precedenti trattamenti effettuati ed il tipo e la sede di recidiva. I pazienti che presentano recidive distanti tra loro hanno le stesse opzioni terapeutiche di quelli con un melanoma allo stadio IV.

Trattamento Scopo
Chirurgia In generale, le recidive cutanee isolate possono essere trattate con approcci chirurgici simili a quelli raccomandati per il melanoma primario.
Dissezione linfonodale terapeutica
(TLND)
Recidive a livello dei linfonodi, quando isolate, possono essere trattate  attraverso la dissezione linfonodale.La procedura prevede la rimozione di tutti i linfonodi circostanti la regione in cui sono stati evidenziati linfonodi interessati da malattia.Lo scopo di questo intervento è quello di prevenire l’ulteriore diffusione della malattia attraverso il torrente linfatico. Studi sono adesso in corso per determinare se questa procedura può anche prolungare la sopravvivenza.

Tale procedura ha anche un importante ruolo nella riduzione del dolore, che infatti causato dall’infiltrazione della neoplasia nei linfonodi.

Per saperne di più circa il melanoma ricorrente clicca qui.