Già nel 2016, il premio Nobel per la medicina James Allison era fra i più papabili candidati all’onoreficenza conferita dall’Accademia delle Scienze svedese. L’ANSA ha potuto intervistarlo durante il Congresso della Società Americana di Oncologia Clinica. Ecco l’intervista del giugno 2016.

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Un’arma ”potente, potenzialmente ‘definitiva’ e grazie alla quale potremo combattere tantissimi tipi di tumore molto presto: nell’arco di 10 anni sara’ l’approccio primario per contrastare un gran numero di neoplasie e per i pazienti poter ottenere queste terapie sara’ molto piu’ semplice”.

L’arma e’ l’immunoterapia, che attiva il sistema immunitario per debellare il cancro, ed a descriverla come una vera e propria svolta nell’oncologia e’ uno dei ‘pionieri’ in tale campo, l’immunologo James Allison dell’Anderson Cancer Center dell’Universita’ del Texas a Houston. In prima linea nella ricerca oncologica – l’Anderson Center e’ infatti considerato il principale punto di riferimento mondiale nella cura e nella ricerca sul cancro, con oltre 20mila persone che vi lavorano – Allison, vincitore di numerosi premi ed in questi giorni a Chicago in occasione del Congresso della Societa’ americana di oncologia clinica ASCO, e’ anche ritenuto da vari esponenti del mondo scientifico come uno dei probabili futuri Nobel proprio per i suoi studi che hanno dato il ‘via’ all’immunoterapia.

Allison ha infatti scoperto la proteina CTLA-4 che, spiega all’ANSA, ”tiene a freno l’attivazione dei linfociti T il cui ruolo e’ centrale per il funzionamento del sistema immunitario: bloccando questa proteina (con anticorpi specifici), si e’ visto che le cellule T scatenano la loro risposta contro i tumori, contrastandoli ed agendo come ‘killer naturali’ contro il cancro”. Partendo da tale scoperta, sono stati messi a punto farmaci immunoterapici che hanno ad esempio consentito di allungare di anni la sopravvivenza di pazienti con melanoma metastatico.

E sono proprio le storie di vita vissuta che rendono chiaro l’impatto dell’immunoterapia in termini di efficacia: ”Dieci anni fa – racconta Allison – abbiamo trattato con l’immunoterapia una ragazza affetta da melanoma; aveva gia’ metastasi a fegato, polmoni e cervello. Oggi sta bene, e’ guarita ed ha due figli”. L’immunoterapia pero’, sottolinea, ”rappresenta gia’ una speranza concreta anche per vari altri tipi di tumore, dal polmone al rene. E’ cio’ che puo’ fare la differenza in termini di una lunga sopravvivenza al cancro”. Novita’ arrivano anche dall’Asco, il piu’ importante appuntamento mondiale nel settore oncologico: ”Vengono presentati nuovi studi, ad esempio, sull’immunoterapia per i tumori del sangue, ma altre ricerche sono in corso e solo all’Anderson – afferma Allison – sono attive oltre 80 sperimentazioni cliniche per vari tipi di tumore”.

Rispetto poi al problema dei costi elevati di queste terapia, precisa, ”a breve e’ prevedibile un abbattimento sostanzioso dei prezzi dei farmaci, poiche’ molte nuove molecole sono in arrivo e cio’ portera’ ad una maggiore concorrenza tra le aziende, con un taglio dei costi. Il che significa pure una maggiore garanzia di accesso per i pazienti”. Una passione, quella della ricerca sul cancro, che per Allison e’ iniziata dopo la morte della madre per un linfoma quando era un ragazzo. Una passione che, in futuro, potrebbe dunque portarlo al Nobel? ”Si tratta di speculazioni – commenta schivo -. Il mio obiettivo e’ continuare a lavorare e fare ricerca. Se succedera’ ne saro’ felice, ma la mia vita comunque non cambiera”’.