“Troppa gente per strada, restate a casa così non ne veniamo fuori”. E ancora: “Dovunque vedete gente in strada chiamate le forze dell’ordine” o “Restate a casa altrimenti tutti i morti sono morti invano”. L’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli scende in campo oltre che per la ricerca anche per sensibilizzare i cittadini a restare a casa e a rispettare le disposizioni del Governo.

Diversi i messaggi pubblicati nelle scorse ore attraverso i propri canali social per ricordare che l’emergenza coronavirus è tutt’ora in corso e non bisogna allentare la presa. Il picco in Campania, così come sottolineato dal Governatore Vincenzo De Luca, è slittato tra fine aprile e inizio maggio e in questi giorni che anticipano la Domenica delle Palme e portano alla settimana pasquale non bisogna lasciarsi andare a comportamenti poco rigorosi.

Gli assembramenti in strada riscontrati tra venerdì e sabato hanno fatto scattare nuovamente l’allarme. Lo stesso presidente della Regione nei giorni scorsi ha chiesto al Governo altri 300 militari per presidiare ulteriormente il capoluogo campano e la sua provincia.

Numerose infatti le segnalazioni dei cittadini sull’eccessiva presenza in strada di persone. “Ma ci vorrebbero più controlli” spiega una mamma. “Io e le mie figlie siamo in casa da 24 giorni, esce solo una persona per la spesa, ma quei camion militari con quelle bare non li vedono? Io non ci dormo la notte, poi i sacrifici, il pericolo che stanno attraversando per noi medici infermieri e tutti i corpi di polizia…”.

“Non è giusto – spiega una cittadina – io sto facendo di tutto per tutelare me e soprattutto mia nonna anziana. Esco massimo una volta a settimana. Poi vedi persone che escono 3-4 volte al giorno. Non è giusto che per colpa loro tutto i sacrifici che stiamo facendo vanno a quel paese”.

“In alcuni quartieri di Napoli si vive come se nulla stesse accadendo” scrive un utente che chiede maggiori controlli anche nelle periferie della città.

LA SPERIMENTAZIONE – “Resta un cauto ottimismo per quanto riguarda la sperimentazione” del farmaco anti-artrite tocilizumab. E’ in corso e si compone di due momenti: uno è lo studio di fase II su 330 pazienti, attivato il 19 marzo con i pazienti arruolati in 24 ore. E i dati potrebbero essere pronti per fine aprile-inizi di maggio”. Ad affermarlo all’Adnkronos Salute Paolo Ascierto, presidente Fondazione melanoma e direttore dell’Unità di oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’Istituto tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli, che sta utilizzando il farmaco anti-artrite reumatoide tocilizumab nel trattamento della polmonite interstiziale da Covid-19.