UN’ANNO FA IL MELANOMA SI É PORTATO VIA GABRIELE MURGOLO A 17 ANNI.
Non sono servite le cure ne le terapie più innovative. Gabriele purtroppo apparteneva a quel “cinquanta per cento” che non ce la fa.
Per la scienza, Gabriele rappresenta ancora un fallimento.
L’immunoterapia salva un paziente su due.
Comunque un risultato eccezionale se si pensa che fino a pochi anni fa i pazienti di melanoma metastasico morivano TUTTI.
Melanoma Italia ha l’onore di patrocinare questo cortometraggio insieme alla Fondazione Melanoma Onlus ed al Dott. Paolo Antonio Ascierto – Oncologo e ricercatore italiano
Il film racconta la storia di due amici che si conoscono proprio durante la loro battaglia contro il melanoma metatasico.
Uno dei due ne esce vincitore. L’altro, la battaglia la perde.
Il cortometraggio “Amici per la pelle”, presentato questa mattina al cine teatro Posillipo, a Napoli nasce da questa storia, drammaticamente vera.
Un’operazione che parte da un’idea dell’oncologo di fama internazionale Paolo Ascierto e da un suo assunto: “La sopravvivenza di un paziente su due non può bastarci. La morte di Gabriele a 17 anni, e quella di tutti gli altri pazienti che non ce la fanno, resta una morte ingiusta e, pertanto, inaccettabile”. Un’operazione subito abbracciata dal duo di attori Gigi e Ross, al secolo Luigi Esposito e Rosario Morra, condivisa dal direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi, dalla Fondazione Melanoma, di cui Ascierto è presidente, realizzata dal direttore artistico Romano Montesarchio, dalla produzione Bronx Film, dalla regista Angela Bevilacqua e dal contributo non condizionato di Bristol Myers Squibb.
Accade così che quando la fantasia corre in soccorso della realtà, perché questa è troppo dura da raccontare, due pazienti, interpretati da Gigi e Ross, si affidano alle cure di Paolo Ascierto, famoso e soprattutto reale oncologo dell’Istituto Pascale di Napoli. Nella sceneggiatura di Chiara Macor i due attori sono malati di melanoma metastatico, entrambi si devono sottoporre a immunoterapia, ma soltanto uno dei due resta in vita. Nel finale, lieto a metà, sta tutto il significato dell’iniziativa.
I casi di melanoma, in Italia sono passati da 12.300 nel 2019 a quasi 14.900 nel 2020, con un incremento del 20%. Nessun’altra neoplasia ha fatto registrare un aumento così elevato in 12 mesi. “Prima dell’immunoterapia, la speranza di vita dei pazienti con melanoma metastatico era di circa 6 mesi e meno del 10% era vivo a 5 anni – spiega Paolo Ascierto, direttore del dipartimento di Melanoma Immunoterapia e Terapie Innovative dell’Istituto dei tumori ‘Pascale’ di Napoli -. Grazie alla ricerca, oggi si può dire che il melanoma si sia trasformato in una malattia cronica che si può tenere sotto controllo ma solo per il cinquanta per cento. Le nuove terapie e le combinazioni di farmaci in sperimentazione fanno sperare di poter offrire soluzioni curative a un numero sempre maggiore di malati. L’attenzione della ricerca adesso deve essere rivolta all’altro cinquanta per cento che purtroppo non ha ancora i benefici sperati dalle terapie disponibili. La sfida immediata è aumentare l’efficacia dei trattamenti per superare la resistenza all’immuno-oncologia, che impedisce a circa la metà dei pazienti di beneficiarne”.
La nostra speranza è che un giorno saranno tutti i vincitori.
Grazie alla ricerca che non si ferma mai.
La sfida immediata è trovare delle nuove soluzioni terapeutiche per quel cinquanta per cento che non ce la fa.
Ne siamo fiduciosi. Ce la faremo.